Breve storia della parrocchia “S. Maria Raccomandata”
(A cura di Sergio Visconti)
Gli inizi
Il tratto storico richiede, come esige la ricerca scientifica che ne qualifica il senso e la natura, puntualità e precisione sia nella ricerca, nella ricognizione e nel reperimento dei dati, sia nella stesura del documento che quei dati fissa e tramanda alla posterità. Sempre nella consapevolezza che mai potrà essere determinato un punto fermo di oggettività poiché la storia o, meglio, la ricerca storica è frutto di un complesso stratificarsi di intuizioni e scoperte sempre nuove.
Foto_antica_parrocchia
Dunque, nel tratteggiare brevemente la storia che racconta della parrocchia dedicata alla Vergine Raccomandata, Patrona della città di Giardini Naxos, non può non essere messo in evidenza che si tratta di una storia relativamente recente – secondo le indicazioni la sua fondazione risale all’ultimo quarto del XVII secolo – eppure intensa e coinvolgente. Così come recente – certamente più recente della prima in quanto la fissazione storica è alla seconda metà del XIX secolo – ma intensa è la storia di Giardini, che acquista la propria autonomia amministrativa da Taormina solo nel 1847.
La parrocchia “S. Maria Raccomandata” è intimamente legata alla storia della chiesa taorminese, essendo questa, secondo le indicazioni riscontrabili nell’importante libro “Storia ecclesiastica di Taormina”, scritto dallo storico Mons. Giovanni Di Giovanni nel 1870, una “delle tre parrocchie taorminesi dipendenti dall’Arciprete, Rettore di tutte le chiese e Parroco universale”. Le altre due parrocchie erano quelle dedicate rispettivamente alla Vergine Assunta in Cielo, e a San Domenico.
Eppure attorno alla chiesa dedicata a Maria SS. Raccomandata o, più precisamente, “Maria SS. Commendatio animarum”, si snoda parte significativa del percorso storico che porterà il territorio di Giardini, denominato “borgo delli giardini” presso tutti i manoscritti settecenteschi che fanno riferimento a Taormina e al suo territorio, alla acquisizione della sua autonomia amministrativa.
Questa considerazione fonda la propria ragionevolezza sulla ricerca storica perché è proprio quest’ultima a sottolineare nella dimensione speculativa del “genius loci”, come e quanto l’aggregazione religioso-cultuale sia stata sempre decisiva nella definizione della comunità civile.
Così, attorno al culto mariano degli abitanti del “borgo delli giardini” viene stratificandosi quella consapevolezza e quel bisogno di autonomia amministrativa che non possono non comportare anche la tensione alla costruzione di una comunità ecclesiale, fondata su caratteristiche diverse da quelle della comunità d’origine.
Nello spirito della piena comunione ecclesiale il culto alla Vergine Raccomandata, già diffuso nel territorio taorminese sin dal secolo XVII e testimoniato dalla presenza di una chiesa dedicata alla Madonna “Raccomandata”, rappresenta per i giardinesi un punto fermo di distinguo da Taormina.
Il 2 maggio 1719 il sacerdote don Domenico Di Bernardo amministra il Battesimo ad una bambina, Caterina, Pancrazia, Rosaria Bertolumi: si tratta del primo battesimo amministrato e registrato nella chiesa “S. Maria Raccomandata”. Il 10 maggio dello stesso anno viene annotato nel relativo registro la morte di Mariano Vinciguerra: anche in questo caso si tratta del primo funerale celebrato e poi registrato nella chiesa, ormai eretta a parrocchia.
Si deve, infatti, all’ordine, dato dall’arciprete di Taormina, don Giuseppe Gullotta da Castelmola, di compilare i Registri parrocchiali della chiesa sita nel “borgo delli giardini”, dando loro i titoli di: “Liber Baptismorum”, “Liber Mortuorum”, “Liber Matrimoniorum”, “Venerabilis Parochiae Sanctae Mariae Commendationis animae”, la erezione ufficiale a Parrocchia della chiesa dedicata alla Madonna Raccomandata.
Inizia così il cammino della Parrocchia “S. Maria Raccomandata”: un cammino che attraversa, ora nell’anonimato, ora nel protagonismo religioso, sociale e culturale, il tempo. Un tempo segnato da vicende storiche che prima portano Giardini alla conquista della autonomia amministrativa da Taormina, poi la accompagnano, nel passaggio dal XIX al XX secolo, verso l’accoglienza dei Padri Cappuccini e, infine, la aprono al ritorno del Clero diocesano nel 2002.
Simulacro
La ricerca storica ci dice che molteplici sono gli elementi comuni alle vicende che segnano l’arrivo o il ritrovamento presso città e paesi del Meridione d’Italia di manufatti artistici raffiguranti l’immagine di santi oppure della vergine Maria. Non fa eccezione la vicenda riguardante la bella statua lignea raffigurante la Vergine Maria, Patrona di Giardini Naxos. Tra questi certamente il giorno: il martedì di Pasqua. Per indicare, a due giorni dalla Risurrezione del Cristo, il gradimento da parte di Dio e della Vergine di quella determinata popolazione, di quel determinato paese.
Il martedì di Pasqua del 1853 è il giorno secondo il quale, trasportata dal veliero dei fratelli Cacopardo di Taormina, la statua della Madonna Raccomandata, di fattezze neoclassiche, opera della bottega artigiana napoletana dello scultore ed architetto Felice Bottiglieri, giunge a Giardini.
Giorno di festa grande, giorno di gioia per la comunità ecclesiale e civile del paese incastonato nella baia compresa tra capo Taormina e capo Schisò, del paese nel quale per gran parte dell’anno è possibile godere dell’odore intenso di zagara, nel quale è possibile vivere una dimensione di piena, anche se forse inconsapevole, comunione con una natura particolarmente benigna.
Giorno di commozione, giorno di esternazione convinta di una fede cristiana che in Maria trova radici salde, che in Maria scorge la Madre pietosa di figli che, pur se peccatori, a Lei ricorrono per chiedere le molteplici grazie delle quali l’uomo ha bisogno: grazie per la conversione dei cuori, grazie per la salute dei corpi, grazie per il benessere del paese, grazie per accedere aella beatitudine eterna del Paradiso.
Maria_Raccomandata
Il veliero avanza lento, gli uomini sono orgogliosi del prezioso carico trasportato: la meta è vicina, tanto che si scorgono le donne avvolte nei loro scialli neri in attesa sulla spiaggia, gli uomini fintamente distratti per non mostrare debolezza di cuore,ma presenti e vigili, i bimbi sciamanti in festa, le scarpe in mano, i piedi nell’acqua ancor fredda del mare giardinese, e poi il parroco emozionato sino alle lacrime, pronto ad accogliere la Patrona del paese, la regina dei cuori di ogni giardinese, la gran signura Maria, attesa ormai da tanto tempo dopo l’incidente occorso alla precedente statua raffigurante la vergine Raccomandata, andata distrutta a causa di un incendio.
Il veliero avanza lento, tanto mosso risulta essere il mare: ma gli uomini dell’equipaggio sono sereni: Maria li proteggerà, li condurrà al porto sicuro, guiderà e sosterrà la mano del nocchiero che a lei si rivolge pregando e inchinandosi, che a lei confessa la propria incapacità a governare tra i marosi una nave tanto piccola e fragile.
Bella e intensa questa immagine che rimanda a quella della Chiesa, la barca di Pietro: anch’essa scossa dai marosi della storia, dai marosi delle fragilità e dei limiti umani, delle infedeltà dei suoi figli, degli attacchi del maligno. Eppure questa barca non affonderà: protetta da una parola divina che salva: “Non prevalebunt”, protetta dall’amore e dalle cure amorose di una madre speciale: Maria, la tutta santa.
Maria SS. Raccomandata tocca il suolo giardinese: e subito è amore. Amore che, cercato e eppure inatteso, si fissa tra sguardi che s’intrecciano intensi: da una parte Lei, Maria, la Vergine Raccomandata dallo sguardo penetrante, ma dolce e materno, dall’altra il popolo di Giardini, sia i credenti che i non credenti, sia i colti che gli ignoranti, sia i semplici che i furbi. Giardini si raccomanda a Maria: a lei raccomanda ogni gesto quotidiano, soprattutto quello del lavoro in mare e del lavoro in terra straniera; a lei raccomanda i cuori, ogni cuore, soprattutto i “vergini cuori” quelli che si nutrono delle beatitudini evangeliche; a lei raccomanda i bambini, i vecchi, i morenti; a lei raccomanda la comunità ecclesiale.
E Maria risponde con grazie che segnano lo scorrere del tempo, che sedimentano nel vissuto dei giardinesi una tenerezza che li fa figli devoti, seppure anche distratti dalle vicende del tempo e della storia.
Maria e Giardini: una storia che segna il nascere e il definirsi di una identità sociale ed ecclesiale; una storia che plasma il formarsi di tante generazioni di donne e uomini; una storia che caratterizza i migliori momenti del vivere civile, sociale ed ecclesiale di Giardini.
In questo tempo, mentre in questa suggestiva parte della città di Giardini Naxos – la antica giufaledda, cuore del primo insediamento stabile di case del vecchio paese – celebriamo la rievocazione dell’arrivo del simulacro della Vergine Raccomandata, mentre il cuore batte forte a motivo della emozione, siamo invitati proprio da Maria a fare memoria, a comprendere, a guardare gli eventi per tornare ad una fedeltà dei cuori che sembra appannarsi.
Lei è la protettrice di Giardini Naxos, lei è la Vergine che, ritta sulla prua della barca della comunità ecclesiale giardinese e, in particolare, della comunità ecclesiale che porta il suo nome, non permetterà che questa mai affondi, mai perda la propria identità e la propria vocazione. Accogliamo, allora, la Vergine Maria grati per il suo amore e la sua benedizione di madre, e diciamo con fede con amore “Evviva Maria, Evviva Maria, Evviva Maria”.
Patrimonio Artistico
Eretta a Parrocchia ufficialmente nei primi del XVIII sec., ad opera dell’arciprete di Taormina don Giuseppe Gullotta, “per provvedere ai bisogni spirituali di quelli che andavano ad abitare fuori della città, alla spiaggia del mare e che di giorno in giorno vi fissano la dimora” .
Il titolo affonda le radici nei libri parrocchiali, “Liber venerabilis Parrochiae Sanctae Mariae de Raccomandata” oppure “Sanctae Mariae commendationis animae”. I pescatori del rione di Saja usavano “raccomandarsi” alla Madonna prima di intraprendere gli incerti viaggi in mare. La primitiva chiesetta venne ingrandita verso la metà dell’800 e oggi conserva la volta a botte, un raffinato fonte battesimale in marmo del 1703, la bellissima statua lignea della Madonna risalente al XIX secolo, opera pregevole della scuola napoletana del Bottigliero, ed una tavola dipinta del 1513 raffigurante la Madonna di Porto Salvo con bambino e ai lati San Francesco di Paola e Santa Caterina d’Alessandria con la palma del martirio in mano, proveniente dall’omonima chiesa a Villagonia oggi non più esistente.
