Simulacro della Madonna Maria Raccomandata PDF Stampa E-mail

La ricerca storica ci dice che molteplici sono gli elementi comuni alle vicende che segnano l’arrivo o il ritrovamento presso città e paesi del Meridione d’Italia di manufatti artistici raffiguranti l’immagine di santi oppure della vergine Maria. Non fa eccezione la vicenda riguardante la bella statua lignea raffigurante la Vergine Maria, Patrona di Giardini Naxos. Tra questi certamente il giorno: il martedì di Pasqua. Per indicare, a due giorni dalla Risurrezione del Cristo, il gradimento da parte di Dio e della Vergine di quella determinata popolazione, di quel determinato paese.

Il martedì di Pasqua del 1853 è il giorno secondo il quale, trasportata dal veliero dei fratelli Cacopardo di Taormina, la statua della Madonna Raccomandata, di fattezze neoclassiche, opera della bottega artigiana napoletana dello scultore ed architetto Felice Bottiglieri, giunge a Giardini.

Giorno di festa grande, giorno di gioia per la comunità ecclesiale e civile del paese incastonato nella baia compresa tra capo Taormina e capo Schisò, del paese nel quale per gran parte dell’anno è possibile godere dell’odore intenso di zagara, nel quale è possibile vivere una dimensione di piena, anche se forse inconsapevole, comunione con una natura particolarmente benigna.

Giorno di commozione, giorno di esternazione convinta di una fede cristiana che in Maria trova radici salde, che in Maria scorge la Madre pietosa di figli che, pur se peccatori, a Lei ricorrono per chiedere le molteplici grazie delle quali l’uomo ha bisogno: grazie per la conversione dei cuori, grazie per la salute dei corpi, grazie per il benessere del paese, grazie per accedere aella beatitudine eterna del Paradiso.

   Maria_Raccomandata         

Il veliero avanza lento, gli uomini sono orgogliosi del prezioso carico trasportato: la meta è vicina, tanto che si scorgono le donne avvolte nei loro scialli neri in attesa sulla spiaggia, gli uomini fintamente distratti per non mostrare debolezza di cuore,ma presenti e vigili, i bimbi sciamanti in festa, le scarpe in mano, i piedi nell’acqua ancor fredda del mare giardinese, e poi il parroco emozionato sino alle lacrime, pronto ad accogliere la Patrona del paese, la regina dei cuori di ogni giardinese, la gran signura Maria, attesa ormai da tanto tempo dopo l’incidente occorso alla precedente statua raffigurante la vergine Raccomandata, andata distrutta a causa di un incendio.

Il veliero avanza lento, tanto mosso risulta essere il mare: ma gli uomini dell’equipaggio sono sereni: Maria li proteggerà, li condurrà al porto sicuro, guiderà e sosterrà la mano del nocchiero che a lei si rivolge pregando e inchinandosi, che a lei confessa la propria incapacità a governare tra i marosi una nave tanto piccola e fragile.

Bella e intensa questa immagine che rimanda a quella della Chiesa, la barca di Pietro: anch’essa scossa dai marosi della storia, dai marosi delle fragilità e dei limiti umani, delle infedeltà dei suoi figli, degli attacchi del maligno. Eppure questa barca non affonderà: protetta da una parola divina che salva: “Non prevalebunt”, protetta dall’amore e dalle cure amorose di una madre speciale: Maria, la tutta santa.

Maria SS. Raccomandata tocca il suolo giardinese: e subito è amore. Amore che, cercato e eppure inatteso, si fissa tra sguardi che s’intrecciano intensi: da una parte Lei, Maria, la Vergine Raccomandata dallo sguardo penetrante, ma dolce e materno, dall’altra il popolo di Giardini, sia i credenti che i non credenti, sia i colti che gli ignoranti, sia i semplici che i furbi. Giardini si raccomanda a Maria: a lei raccomanda ogni gesto quotidiano, soprattutto quello del lavoro in mare e del lavoro in terra straniera; a lei raccomanda i cuori, ogni cuore, soprattutto i “vergini cuori” quelli che si nutrono delle beatitudini evangeliche; a lei raccomanda i bambini, i vecchi, i morenti; a lei raccomanda la comunità ecclesiale.

E Maria risponde con grazie che segnano lo scorrere del tempo, che sedimentano nel vissuto dei giardinesi una tenerezza che li fa figli devoti, seppure anche distratti dalle vicende del tempo e della storia.

Maria e Giardini: una storia che segna il nascere e il definirsi di una identità sociale ed ecclesiale; una storia che plasma il formarsi di tante generazioni di donne e uomini; una storia che caratterizza i migliori momenti del vivere civile, sociale ed ecclesiale di Giardini.

In questo tempo, mentre in questa suggestiva parte della città di Giardini Naxos – la antica giufaledda, cuore del primo insediamento stabile di case del vecchio paese – celebriamo la rievocazione dell’arrivo del simulacro della Vergine Raccomandata, mentre il cuore batte forte a motivo della emozione, siamo invitati proprio da Maria a fare memoria, a comprendere, a guardare gli eventi per tornare ad una fedeltà dei cuori che sembra appannarsi.

Lei è la protettrice di Giardini Naxos, lei è la Vergine che, ritta sulla prua della barca della comunità ecclesiale giardinese e, in particolare, della comunità ecclesiale che porta il suo nome, non permetterà che questa mai affondi, mai perda la propria identità e la propria vocazione. Accogliamo, allora, la Vergine Maria grati per il suo amore e la sua benedizione di madre, e diciamo con fede con amore “Evviva Maria, Evviva Maria, Evviva Maria”.
    

 

 

 

 

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