Quaresima, tempo di grazia PDF Stampa E-mail

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QUARESIMA, TEMPO DI GRAZIA

Con il suggestivo rito delle Ceneri, la Chiesa dà inizio al tempo della Quaresima, tempo liturgico prezioso e importante, tempo di grazia nel quale siamo chiamati ad un più intenso allenamento spirituale, ad un cammino di purificazione nello spirito nella preghiera e nella carità operosa, per disporci a celebrare meglio la Santa Pasqua e “per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore” (cfr Prefazio I di Quaresima).

Coniato nell’antichità cristiana, il vocabolo quaresima [dal latino quadragesima (dies)] indica il periodo di quaranta giorni che precede e prepara la celebrazione del mistero pasquale di Cristo (morte di croce, sepoltura, risurrezione). Caratterizzato nella Chiesa dei primi secoli dalla preparazione finale dei catecumeni che avrebbero ricevuto il Battesimo durante la veglia pasquale, a partire dal IV secolo si connota come periodo di penitenza e rinnovamento per tutta la Chiesa, con l’introduzione del digiuno e dell’astinenza. (Ricordiamo a questo proposito che ancora oggi il digiuno è prescritto il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, mentre l’astinenza tutti i venerdì di Quaresima). In liturgia il carattere penitenziale della Quaresima viene sottolineato dal colore violaceo dei paramenti, dall’assenza di fiori all’altare, dall’omissione del Gloria e dell’Alleluia nella Celebrazione Eucaristica. Fissando il termine di quaranta giorni, la Chiesa ha accolto una classica tipologia biblica, inserendo il cammino penitenziale dei cristiani nella globalità del piano divino di salvezza. Nello sviluppo di questo piano troviamo: i quarant’ anni nel deserto dell’antico popolo di Israele, nel suo esodo verso la Terra Promessa, i 40 giorni di Mosè sul Sinai a contatto con la “gloria di Dio” (Es. 24,12-18); i quaranta giorni della sfida di Golia al popolo prima della vittoria di David ( 1 Sam 17, 16 41); i quaranta giorni di cammino di Elia nel deserto fino al monte di Dio, l’Oreb (1 Re 19, 8-14) i quaranta giorni di penitenza concessi a Ninive per bocca del Profeta Giona (Gio 3, 4-11). Raccogliendo e dando pieno valore salvifico a questi segni profetici, Gesù iniziò la sua attività messianica rimanendo per quaranta giorni nel deserto, tentato da Satana: “stava con le fiere e gli Angeli lo servivano” (Mc 1, 13) Cosciente che la Pasqua è Morte e Vita, la Chiesa del Vaticano II nell’impostazione della Quaresima ha adottato una pedagogia di equilibrio e di  sintesi tra la compartecipazione alla Croce e alla Resurrezione di Cristo, tra l’umiltà e la gloria. Da qui il duplice carattere, battesimale e penitenziale, dato a questo tempo forte dell’anno liturgico, prospettiva nella quale si armonizzano i tre classici esercizi: Mortificazione (Penitenza), Preghiera, Carità (Amore di Dio) che attuano le note essenziali della “Vita Nuova” in Cristo: vuotare la coscienza dell’amor proprio e riempirla dell’amore di Dio e del prossimo. Prepariamoci, dunque, a vivere in pienezza questo tempo di passaggio in cammino verso la Pasqua. Riscopriamo il valore del cammino. Il nostro non è un vagare cieco, c’è una meta preparata per noi; certi di non essere soli, perché Dio è con noi, Dio cammina con noi, sorretti, come la Chiesa ci invita a fare, alla Parola e dal Pane, “varchiamo le soglie della Speranza” (G.P.II) Buona Quaresima!

Giusi Curasì

 

tratto da "L'Angelo della Parrocchia Santa Maria Raccomandata" - Gennaio 2011

 

 

 

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